8 agosto 2012

Come saranno i diciottenni di domani? Twitter rivela: tatuaggi e niente patente

Ma come saranno i futuri maggiorenni? Quali sogni avranno nel cassetto? Quale desiderio spereranno di realizzare soffiando sulle candeline dei loro tanto attesi 18 anni? E, soprattutto, in cosa saranno diversi dai giovani adulti del passato?
A trovare delle risposte a tutte queste domande ci pensano i social network, anzi, più precisamente, Twitter che tra un cinguettio e l'altro ci permette di delineare il profilo tipo del diciottenne del futuro.
Recentemente infatti impazza l'hashtag #quandoavro18anni a seguire del quale ogni maggiorenne a venire rivela il proprio sogno da realizzare, la meta prefissata da raggiungere sotto la propria piena responsabilità e liberi dall'autorità dei genitori. Ma, a differenza della tappa tanto agognata dai diciassettenni di una volta, ansiosi di acciuffare la propria indipendenza garantita da un foglio rosa e dalla patente, i giovani di oggi spostano il loro oggetto del desiderio sui tatuaggi. 
Incredibile ma vero, a farla da padrone adesso è il desiderio di vantare a vita un marchio indelebile sulla pelle, una firma imperitura di inchiostro procurata col dolore attraverso il quale comunicare al mondo che si è finalmente diventati grandi.
Che siano piccoli e discreti animaletti, giganteschi arabeschi, immagini di santi, date particolari, citazioni o traduzioni del proprio nome in lingue orientali poco importa: l'importante è che il tatuaggio ci sia e sia ben visibile a tutti.
Nessun foglio rosa, nè sogni di indipendenza dunque tra i sogni dei nostri giovani adulti del futuro prossimo venturo, se non in percentuali quasi trascurabili.
Per quanti ad esempio sembrano disinteressati a marchi più o meno vistosi sul corpo, emerge il desiderio di incontrare faccia a faccia una star, il proprio idolo musicale preferito.
Non sono poi del tutto spariti per fortuna i sogni che riguardano l'acquisto di una casa, o un lavoro stabile. 
Infine, insieme a qualche voce fuori dal coro che spera di dedicare la propria vita al prossimo o che brama una vita da clochard, ecco una timida voce che svela il proprio progetto di studio: "Me ne andrò all'Università".
(Foto di Virgirm - Flickr)

4 commenti:

  1. il mio obiettivo per i 18 anni? poter fumare in casa... già drogata da allora! poi il giorno del compleanno mi accendo una sigaretta e mia mamma mi dice: non hai capito bene, non è che non prima non potevi fumare perché eri minorenne, in questa casa non si fuma e basta!
    monica c.

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  2. Aahahaha, ma nooo, che disdetta!!! Io di fumare potevo fumare - in terrazza, però - (poi ho smesso prima della laurea), la patente era sottintesa, l'università già programmata... e quindi sognavo un lavoro e l'indipendenza economica. (Che brutta sensazione... mi sono appena accorta che per quest'ultima frase potrei usare benissimo il tempo presente al posto dell'imperfetto!!!)

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  3. Per l'indipendenza economica ti faccio compagnia... Le mie piccole per fortuna non amano i tatuaggi che "sporcano la pelle", non hanno la minima idea di frequentare l'università (e vabbe' pazienza) ma sognano di diventare cuoche e aprire un loro ristorante. Premesso che non sapremmo come pagarlo, io mi sono offerta di fare la cameriera, mio marito di stare alla cassa e il loro zio si è già proposto di fare il barista. Dato che lo raccontano a tutti, una loro compagna ha già fatto domanda di assunzione... ahahahahah.

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  4. Però, hanno già le idee molto chiare! :)

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