15 febbraio 2012

Il mantello del'invisibilità per proteggere gli edifici dai terremoti

La notizia è senza dubbio sorprendente e potrebbe aprire le porte a nuove ed affascinanti frontiere in tema di sicurezza pubblica. 
Alcuni ricercatori dell'Università di Manchester infatti avanzano delle ipotesi che potrebbero suonare a dir poco fantascientifiche e che si potrebbero riassumere in una domanda: e se si potessero proteggere gli edifici dalle pericolose vibrazioni provocate dai terremoti grazie ad un mantello dell'invisibilità in perfetto stile Harry Potter?
 
La sfida lanciata da questi illuminati studiosi in effetti appare quanto mai avveniristica eppure pur sempre avvalorata da studi approfonditi sulla materia. Infatti se le loro ricerche non sono affatto delle mere chimere è perché la prospettiva di utilizzare dispositivi di occultamento è divenuta più credibile e attuabile da quando alcuni scienziati hanno di fatto sviluppato degli strumenti capaci di rendere gli oggetti invisibili a determinate lunghezze d'onda e limitatamente ad alcune circostanze. 
Partendo dalle sensazionali possibilità di questi strumenti, gli studiosi britannici di Manchester hanno cominciato a sostenere che se questi dispositivi di occultamento possono davvero rendere invisibili gli oggetti deviando la luce intorno a loro, analogamente la gomma pressurizzata potrebbe essere impiegata per nascondere - e quindi proteggere - le strutture dalle onde d'urto prodotte dai terremoti semplicemente spingendole attorno alla copertura stessa e impedendo di fatto a queste forze distruttrici di passare attraverso l'area coperta. 
Pensando in grande, dunque, verificata nella pratica la reale fattibilità del progetto non sembrerebbe più tanto fantasiosa l'idea di mantello dell'invisibilità da utilizzare a protezione di edifici, strutture, palazzi o magari specifici e circoscritti elementi architettonici.
Certo, avvertono gli studiosi, si tratta pur sempre di teoria ma le concrete possibilità di applicare tali deduzioni nella pratica contano su un incessante lavoro di sperimentazione su campo. 


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(Foto di Angelo Cesare - Flickr)

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